Un capannone costruito vent’anni fa può oggi diventare un edificio più efficiente, confortevole e competitivo — senza affrontare tutto il costo dell’intervento. Con il Conto Termico 3.0, operativo dal 27 dicembre 2025, lo Stato riconosce contributi a fondo perduto fino al 65% per la riqualificazione energetica degli edifici industriali e terziari.
Il nuovo decreto (D.M. 07/08/2025) amplia le tipologie di intervento e le categorie ammesse, premiando chi riduce i consumi attraverso isolamento, automazione e tecnologie ad alta efficienza. Per un’azienda, questo significa investire in sostenibilità e recuperare liquidità nel breve periodo. Come ESCo, Ecotec supporta imprese, PA ed Enti del Terzo Settore nella diagnosi energetica, nella progettazione e nella gestione della pratica GSE, garantendo conformità e tempi certi.
In breve
- Il Conto Termico 3.0 è operativo dal 27 dicembre 2025 (D.M. 07/08/2025)
- Riconosce contributi fino al 65% della spesa per interventi di efficienza energetica
- Possibile combinazione tra efficienza e rinnovabili nello stesso progetto
- Per edifici pubblici (scuole, sanità, piccoli comuni) la copertura può arrivare al 100%
- Ammesse anche spese tecniche: diagnosi energetica, progettazione e APE
- Il meccanismo è a fondo perduto, gestito dal GSE
- Ecotec affianca le imprese in ogni fase: diagnosi, pratica GSE e verifica dell’incentivo
Riqualificazione industriale: cosa cambia con il Conto Termico 3.0
Fino al 2025, il Conto Termico 2.0 era pensato soprattutto per gli edifici pubblici e residenziali. Il Conto Termico 3.0, invece, apre il campo agli edifici produttivi, logistici e direzionali, riconoscendo che anche il settore industriale ha un ruolo chiave nella transizione energetica.
L’obiettivo non è solo migliorare l’efficienza termica, ma trasformare il modo in cui l’edificio utilizza l’energia — attraverso tecnologie digitali, materiali evoluti e fonti rinnovabili.
Per un’impresa, questo significa poter coibentare, sostituire infissi, ottimizzare illuminazione e climatizzazione, installare pompe di calore e integrare sistemi di automazione, tutto con un contributo diretto del GSE.
| Intervento | Percentuale incentivo | Condizioni / Maggiorazioni | Beneficiari principali |
| Isolamento termico di pareti e coperture | Fino al 65 % | 50 % in zone climatiche E–F; fino al 100 % per PA (scuole, sanità, piccoli comuni) | PA, imprese, terziario |
| Sostituzione infissi e chiusure trasparenti | 50–55 % | Solo su edifici esistenti; miglioramento della trasmittanza termica complessiva | PA, imprese |
| Schermature solari e ombreggiamenti | 40 % | Sistemi fissi o mobili non trasportabili con esposizione Est–Ovest | Privati, imprese |
| Illuminazione efficiente (LED e smart control) | 40 % | Per sostituzione corpi illuminanti e sistemi di gestione automatica | PA, imprese |
| Building automation (controllo impianti termici e illuminazione) | 40 % | Incentivabile anche insieme ad altri interventi | PA, imprese |
| Trasformazione edificio in NZEB | Fino al 65 % | Ammessa demolizione e ricostruzione per edifici pubblici (+25 % volume) | PA |
| Interventi combinati (efficienza + rinnovabili) | 55 % per ciascun intervento | Solo se integrati nello stesso progetto (es. cappotto + pompe di calore) | PA, imprese |
| Imprese – intensità base | 25 % | +20 % piccole / +10 % medie / +15 % zone UE art. 107 / +15 % se miglioramento ≥ 40 % | Imprese |
| Intensità massima imprese | Fino al 65 % | Con tutte le maggiorazioni cumulabili | Imprese |
| Contributo PA (scuole, sanità, piccoli comuni) | Fino al 100 % | Valido anche per diagnosi energetiche e APE | Pubbliche Amministrazioni |
NB: Gli Enti del Terzo Settore non economici equiparati alle PA seguono il regime contributivo previsto per le Pubbliche Amministrazioni.
Cosa significa per le imprese
Queste percentuali non sono numeri astratti: rappresentano una reale riduzione dei costi di investimento. Ad esempio, un’azienda che riqualifica un edificio di 2.000 m² con isolamento termico, sostituzione infissi e automazione può ottenere incentivi fino a 200.000 euro, riducendo drasticamente il tempo di ritorno dell’investimento. Inoltre, migliorare la classe energetica aumenta il valore dell’immobile e la competitività in bandi e gare pubbliche, dove i parametri ESG stanno diventando decisivi.
Cosa cambia per gli Enti del Terzo Settore
Il Conto Termico 3.0 introduce opportunità rilevanti anche per gli Enti del Terzo Settore (ETS), in particolare quelli non economici equiparati alle Pubbliche Amministrazioni.
Per gli ETS, il contributo a fondo perduto può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili per interventi di efficienza energetica e rinnovabili termiche. In specifiche condizioni (ad esempio per immobili pubblici utilizzati, ma non posseduti, in Comuni fino a 15.000 abitanti o per edifici scolastici e sanitari pubblici) la copertura può raggiungere il 100%.
Per importi fino a 15.000 euro, il contributo viene erogato in un’unica soluzione entro circa 60 giorni dall’approvazione.
Una novità importante del 3.0 è la possibilità per gli ETS non economici di utilizzare la modalità di prenotazione, presentando la domanda prima dell’avvio dei lavori:
acconto del 40% alla comunicazione di inizio intervento;
saldo del 60% dopo la rendicontazione finale.
Oltre alla sostituzione di caldaie con pompe di calore e all’installazione di solare termico, il decreto include:
sistemi ibridi e pompe di calore “add-on”;
isolamento termico e sostituzione infissi per ETS equiparati alle PA;
sistemi di autoconsumo e tecnologie ad alta efficienza.
Le domande possono essere presentate tramite il nuovo Portaltermico, operativo dal 2 febbraio 2026.
Diagnosi energetica e APE: le chiavi per accedere all’incentivo
Nel Conto Termico 3.0 la diagnosi energetica è più che un requisito: è la base su cui si calcola il miglioramento ottenuto e, quindi, l’incentivo riconosciuto. Per gli interventi più complessi (es. NZEB, pompe di calore industriali, sistemi di automazione) è obbligatoria, ma può essere finanziata fino al 50% per le imprese e fino al 100% per PA ed Enti del Terzo Settore.
Affidarsi a una ESCo come Ecotec significa poter contare su una gestione completa — diagnosi, progettazione, documentazione GSE — e sulla garanzia che ogni voce di spesa sia riconosciuta come ammissibile.
Vantaggi concreti per le imprese nel 2026
Il Conto Termico 3.0 offre vantaggi che vanno oltre l’incentivo economico:
- Riduzione dei consumi e maggiore comfort negli spazi produttivi.
- Stabilità dei costi energetici nel medio periodo.
- Incremento del valore immobiliare grazie al miglioramento della classe energetica.
- Accesso agevolato a bandi e appalti che premiano la sostenibilità.
Nel 2026, per molte aziende, il Conto Termico 3.0 diventerà uno strumento strategico per la decarbonizzazione industriale, integrando efficienza, comfort e valore patrimoniale.
Domande frequenti (FAQ)
Quali interventi di efficienza energetica sono ammessi per le aziende?
Isolamento, infissi, illuminazione LED, automazione, pompe di calore e interventi integrati con rinnovabili. Tutti devono riguardare edifici esistenti.
Quanto copre l’incentivo per un’azienda privata?
Dal 25% al 65% dei costi ammissibili, a seconda della dimensione dell’impresa, dell’area geografica e del miglioramento energetico ottenuto.
Quanto copre l’incentivo per un Ente del Terzo Settore?
Per un ETS il Conto Termico 3.0 copre fino al 65% delle spese ammissibili; può arrivare fino al 100% per ETS non economici che utilizzano immobili pubblici in Comuni sotto i 15.000 abitanti o edifici scolastici/sanitari pubblici.
Serve una diagnosi energetica?
Sì, per la maggior parte degli interventi è obbligatoria e può essere finanziata fino al 50% (100 % per PA).
Gli incentivi sono cumulabili con altri aiuti di Stato?
Sì, purché non si superi l’intensità massima prevista e le misure riguardino costi differenti.
Come avviene l’erogazione?
Il GSE versa il contributo in più rate annuali o in un’unica soluzione se inferiore a 15.000 €.
Ecotec può gestire l’intero processo?
Sì. Come ESCo, Ecotec gestisce diagnosi, progetto, pratica GSE e monitoraggio, garantendo tempi certi e massima conformità normativa.























